Una città cresciuta su se stessa: è così che si presenta la città partenopea, che poggia le sue fondamenta, letteralmente, su una Napoli nascosta e profonda, la Napoli sotterranea.
La città è cresciuta su rocce di tufo e pozzolana, magnanimo regalo del Vesuvio, e sul tufo ha costruito la sua magnificenza. In epoca greca le cave di tufo aperte garantirono materiale per costruire mura, ma in epoca romana lo sfruttamento del sottosuolo raggiunse livelli decisamente più arditi. L’ingegneria romana portò alla nascita di complessi acquedotti e serbatoi, attraversati da acque provenienti da anche 70 km di distanza.
Ancora oggi è possibile visitare gli antichi cunicoli, le cisterne e i pozzi, e ammirare i segni lasciati dalla mano dell’uomo decine di secoli fa.
Nel tempo, le cisterne e i vuoti lasciati dagli scavi furono utilizzati nei più svariati modi: pozzi, discariche, cantine. La Seconda Guerra Mondiale spinse gli abitanti a cercare rifugio nel sottosuolo, e allora gli spazi si riempirono di letti, stanze, cucine. Mentre il sopra era devastato dalle bombe, sotto continuava ostinatamente la vita.
I percorsi tra le rocce, a trenta, quaranta metri di profondità, sono incredibilmente suggestivi ed emozionanti, alcuni claustrofobici passaggi sono incredibilmente affascinanti, unicamente illuminati dalla luce delle candele.
Per maggiori informazioni, i link ai siti di Napoli sotterranea.
Inoltre, alcune curiose storie e leggende del sottosuolo: il Monaciello, il dolicopode, il teatro nascosto.






